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Glossario · Lettera G · Media tradizionali

Gross Rating Point (GRP): significato e definizione

Definizione in breve

Il Gross Rating Point (GRP) è l’unità che misura la pressione pubblicitaria lorda di una campagna sul suo pubblico di riferimento. Si calcola moltiplicando la copertura percentuale (reach) per la frequenza media di esposizione: 1 GRP corrisponde a contatti pari all'1% del pubblico. Il 60% di copertura con frequenza 3 vale 180 GRP.

  • Si usa in
  • TV
  • Radio
  • OOH e DOOH
  • Digitale e CTV
Fig. 01 · La formula del GRP Scala 1:1
020406080100 012345 COPERTURA % FREQUENZA GRP COSTANTE = 180 180 GRP AREA = PRESSIONE LORDA R = 60% F = 3,0
Il GRP è l’area del rettangolo: base uguale alla copertura, altezza uguale alla frequenza media. Tutti i piani che toccano la curva tratteggiata valgono 180 GRP.
Termine
Gross Rating Point
Sigla GRP · plurale GRPs
Unità
1 GRP = 1%
contatti pari all’1% del pubblico
Formula
R% × F
copertura % × frequenza media
Tema
Media tradizionali
TV, radio, OOH, digitale
Aggiornata
testo rivisto dalla redazione
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8 minuti
voce del glossario di 532
Indice della voce 10 sezioni
  1. 01GRP: significato e che cosa misura
  2. 02Come si calcola il GRP: formula ed esempio
  3. 03GRP, TRP e reach: le differenze
  4. 04Come si usa il GRP nella pianificazione media
  5. 05I limiti del GRP
  6. 06Il GRP nel digitale e nella TV connessa
  7. 07Stesso GRP, piani diversi
  8. 08Come lo applichiamo noi
  9. 09Domande frequenti
  10. 10Voci correlate

In sintesi

  • 1 GRP equivale a contatti pari all'1% dell’universo di riferimento.
  • GRP = copertura % × frequenza media: per questo può superare 100.
  • Il TRP è lo stesso calcolo fatto solo sul target della campagna.
  • Va letto con copertura e frequenza: lo stesso GRP descrive piani diversi.

GRP: significato e che cosa misura

Il GRP (dall’inglese Gross Rating Point, al plurale GRPs) è la misura standard della pressione pubblicitaria di una campagna: indica quanti contatti lordi genera un piano media, espressi in percentuale del pubblico che si vuole raggiungere, cioè l’universo di riferimento.

Il punto di partenza è il rating point: un punto di rating corrisponde all’1% dell’universo esposto a un mezzo, a un programma o a una fascia oraria. Sommando i rating di tutti i passaggi di una campagna si ottengono i GRP del piano.

Tre caratteristiche vanno tenute presenti:

  • È una misura lorda. Conta i contatti, non le persone: chi vede lo spot tre volte vale tre contatti. Per questo i GRP possono superare 100, mentre la copertura non può superare il 100%.
  • Misura l’opportunità di vedere, non l’attenzione. Nel linguaggio dei pianificatori si parla di OTS (opportunity to see): l’esposizione potenziale al messaggio, non il ricordo né l’effetto sulle vendite.
  • Dipende dall’universo scelto. Lo stesso piano vale GRP diversi se calcolato su tutta la popolazione o su un target specifico: in quel caso si parla di TRP.

Nato nella pianificazione televisiva, il GRP si usa oggi per TV, radio e affissioni (OOH e DOOH) e, con alcuni accorgimenti, anche per il video online e la TV connessa.

Come si calcola il GRP: formula ed esempio

Le formule sono tre e danno lo stesso risultato. Si sceglie quella adatta ai dati disponibili.

A

GRP = Copertura % × Frequenza media

La forma usata per impostare un piano.

B

GRP = Contatti lordi ÷ Universo × 100

Dai dati di audience della campagna.

C

GRP = somma dei rating dei passaggi

Uscita per uscita, come in un palinsesto.

Esempio. Una campagna radio regionale ha come universo 2.000.000 di adulti. Il piano raggiunge almeno una volta 1.200.000 persone e genera in tutto 3.600.000 contatti lordi.

Foglio di calcoloRadio regionale · universo adulti

Universo
2.000.000
Persone raggiunte almeno una volta
1.200.000
Contatti lordi
3.600.000
Copertura
1.200.000 ÷ 2.000.000 = 60%
Frequenza media
3.600.000 ÷ 1.200.000 = 3,0
GRP
60 × 3,0 = 180

Verifica con la formula B: 3.600.000 ÷ 2.000.000 × 100 = 180 GRP. Con la formula C, per esempio, 12 passaggi con un rating medio di 15 danno ancora 180 GRP.

Nella pratica le formule si usano anche al contrario:

  • Frequenza media = GRP ÷ copertura %. Un piano da 300 GRP che raggiunge il 75% del pubblico espone ciascuna persona raggiunta 4 volte, in media.
  • Copertura % = GRP ÷ frequenza media. Utile per stimare quante persone si raggiungono con una pressione data.
  • Costo per GRP = costo del piano ÷ GRP. Per esempio 27.000 € ÷ 180 GRP = 150 € per GRP: è un valore aritmetico di esempio, non una tariffa di mercato. Il costo per GRP serve a confrontare l’efficienza di mezzi, emittenti e fasce orarie a parità di pubblico.

In televisione i GRP si confrontano a parità di durata dello spot: per questo nella compravendita vengono spesso riportati a un formato di riferimento, di norma 30 secondi.

GRP, TRP e reach: le differenze

Il GRP fa parte di una famiglia di indicatori che si usano insieme. Confonderli è l’errore più comune nella lettura di un piano media.

Gli indicatori della pianificazione media a confronto
IndicatoreChe cosa misuraCome si calcolaSupera 100?
Rating pointQuota dell’universo esposta a un singolo passaggio o programmaPubblico del passaggio ÷ universo × 100No
Reach (copertura netta)Persone diverse raggiunte almeno una voltaPersone raggiunte ÷ universo × 100No
Frequenza media (OTS)Quante volte, in media, è esposto chi è stato raggiuntoContatti lordi ÷ persone raggiunteÈ un numero di volte
GRPPressione lorda sull’intero universoCopertura % × frequenza mediaSì
TRPPressione lorda sul solo target della campagnaCopertura % sul target × frequenza sul targetSì
ImpressionSingola visualizzazione di un annuncio digitaleConteggio, non percentualeÈ un conteggio
ShareQuota di ascolto sul pubblico presente in quel momentoPubblico del programma ÷ pubblico totale del momento × 100No

Il TRP (Target Rating Point) è un GRP calcolato solo sul target della campagna, per esempio “donne 25–54 anni” o “titolari di impresa”, invece che su tutta la popolazione. È l’indicatore più utile quando il prodotto si rivolge a un pubblico preciso. Dal confronto tra i due si ricava l’indice di affinità: TRP ÷ GRP × 100. Se un piano vale 180 GRP sulla popolazione adulta e 220 TRP sul target, l’affinità è 122: il piano colpisce il target più della media.

Reach e GRP non sono sinonimi. La reach conta le persone, il GRP conta i contatti. Il legame tra le due grandezze è la frequenza: GRP = reach × frequenza media.

Come si usa il GRP nella pianificazione media

Nel media planning il GRP è la grandezza che traduce gli obiettivi di comunicazione in quantità da acquistare. Il percorso tipico è questo:

  1. Definire target e universo. Chi deve vedere il messaggio e in quale area: tutta Italia, una regione, i bacini dei punti vendita.
  2. Fissare copertura e frequenza obiettivo. Quante persone del target raggiungere e quante volte. Molti pianificatori ragionano in copertura efficace, cioè la quota di target esposta almeno un certo numero di volte (per esempio “reach 3+”).
  3. Tradurre gli obiettivi in GRP, per settimana e per l’intero periodo di campagna (flight).
  4. Scegliere mezzi, emittenti e fasce orarie in base all’affinità con il target e al costo per GRP.
  5. Distribuire la pressione nel tempo: in continuità, a ondate (flighting, periodi attivi alternati a pause) o con una base continua e dei picchi (pulsing).
  6. Verificare a consuntivo i GRP erogati rispetto a quelli acquistati e la curva di copertura raggiunta.
  7. Collegare la pressione ai risultati: richieste, visite, vendite. È il passaggio che il GRP, da solo, non copre.

Esempio: quattro settimane di radio locale

Pressione, copertura e frequenza cumulate in un piano di 4 settimane
SettimanaGRP della settimanaGRP cumulatiCopertura cumulataFrequenza media
Settimana 1808040%2,0
Settimana 28016055%2,9
Settimana 38024063%3,8
Settimana 48032068%4,7

Esempio illustrativo: valori costruiti per mostrare la relazione tra GRP, copertura e frequenza (frequenza = GRP cumulati ÷ copertura). Non sono dati di una campagna reale.

I GRP crescono in modo lineare, la copertura no. Dopo le prime settimane il piano raggiunge sempre più spesso le stesse persone e i GRP aggiuntivi si trasformano soprattutto in frequenza: è la saturazione della curva di copertura. Oltre una certa soglia conviene cambiare mezzo o fascia oraria invece di comprare altri GRP sullo stesso.

I limiti del GRP

Il GRP è indispensabile per pianificare, ma da solo racconta solo una parte della campagna.

  • Lo stesso GRP descrive piani molto diversi. 300 GRP possono essere il 75% del pubblico raggiunto 4 volte oppure il 30% raggiunto 10 volte: lo mostra lo schema più sotto. Il GRP va sempre letto insieme a copertura e frequenza.
  • Misura l’esposizione potenziale, non l’attenzione. Uno spot trasmesso non è uno spot guardato, e il GRP non dice nulla su ricordo, gradimento o qualità della creatività.
  • È lordo. Somma i contatti ripetuti: senza la curva di copertura non si sa quante persone diverse sono state raggiunte.
  • Il confronto tra mezzi è imperfetto. TV, radio, affissioni e digitale sono misurati con metodologie diverse: sommare i GRP di mezzi diversi richiede cautela e, quando possibile, una deduplicazione.
  • Non misura i risultati di business. Il GRP descrive ciò che si mette nella campagna, non ciò che ne esce. Per sapere se la pressione ha prodotto contatti e vendite servono risposte tracciate.

Il GRP nel digitale e nella TV connessa

Nel digitale l’unità di base è l’impression, non il rating. Per esprimere una campagna online in GRP, e confrontarla o sommarla con la TV, servono tre condizioni:

  1. Impression sul target. Si contano solo le esposizioni che raggiungono il pubblico obiettivo, non il totale erogato.
  2. Copertura deduplicata. Si stimano le persone uniche raggiunte, al netto dei diversi dispositivi e browser della stessa persona.
  3. Impression visibili e valide. Si considerano solo gli annunci che rispettano gli standard di visibilità (per il display almeno il 50% dei pixel visibile per un secondo, per il video per due secondi consecutivi) e si esclude il traffico non valido.

A quel punto vale la stessa logica: GRP digitali = impression valide sul target ÷ universo × 100. Le piattaforme pubblicitarie, come Google Ads per YouTube e Meta Ads, riportano copertura e frequenza delle campagne: sono le stesse grandezze del GRP, misurate però dalla piattaforma sui propri utenti.

TV connessa (CTV). Sulla TV connessa lo spot passa sullo schermo di casa ma si compra e si misura come il digitale: a impression, spesso con un targeting per area o per profilo. Nei piani integrati si usa per aggiungere copertura su chi guarda poco la TV lineare, e la misura comune resta la coppia copertura-frequenza. In Italia Auditel rileva anche la fruizione dei contenuti televisivi sui dispositivi connessi: è la Total Audience.

Affissioni e DOOH. Per l’esterna i GRP si stimano dal pubblico potenziale dei singoli impianti, a partire dai flussi di persone e veicoli. Sugli schermi digitali (DOOH) si aggiunge l’acquisto a passaggi o a impression, che avvicina l’affissione alla logica del digitale.

07Schema

Stesso GRP, tre piani diversi

Tre piani da 300 GRP con la stessa pressione lorda e un pubblico raggiunto in modo opposto. Per questo un piano media non si valuta mai sul solo GRP.

Fig. 02 · Curva a GRP costante 300
020406080100 024681012 COPERTURA % FREQUENZA MEDIA GRP COSTANTE = 300 A 75% × 4,0 B 50% × 6,0 C 30% × 10,0
Valori costruiti a scopo didattico. Tutti i punti della curva hanno lo stesso GRP: cambia solo il modo in cui la pressione si distribuisce sul pubblico.
  1. Piano A · Copertura ampia

    Copertura
    75%
    Frequenza
    4,0
    GRP
    300

    Molte persone, poche volte. Adatto a lanci e notorietà su un pubblico vasto, con un messaggio semplice.

  2. Piano B · Equilibrio

    Copertura
    50%
    Frequenza
    6,0
    GRP
    300

    Metà del pubblico, con una frequenza che sostiene il ricordo. Tipico delle campagne promozionali a durata definita.

  3. Piano C · Frequenza alta

    Copertura
    30%
    Frequenza
    10,0
    GRP
    300

    Poche persone, molte volte. Ha senso su target ristretti o messaggi complessi, ma espone alla saturazione.

08Come lo applichiamo noi

Dalla pressione alla risposta: il GRP nelle campagne locali delle reti retail

Il GRP misura quanto una campagna pesa sul pubblico, non che cosa produce. Nelle campagne locali per le reti di punti vendita lo usiamo come variabile di ingresso e lo leggiamo accanto alle risposte registrate nel CRM.

Verticale Reti Retail & Franchising
  1. 01

    Universo per bacino

    L’universo non è l’intera provincia ma la popolazione target nei bacini dei punti vendita: i GRP si calcolano su chi può raggiungere davvero il negozio.

  2. 02

    Copertura e frequenza obiettivo

    Per ogni periodo di campagna fissiamo copertura e frequenza obiettivo e le traduciamo in GRP per settimana e per mezzo: radio locale, affissioni, DOOH, video online.

  3. 03

    Risposta tracciata per mezzo

    Ogni mezzo ha un canale di risposta dedicato (numero WhatsApp, landing page, codice coupon, attivazione della fidelity card su Wallet) e ogni risposta entra nel CRM con la sua origine.

  4. 04

    Lettura settimanale

    Confrontiamo GRP erogati, richieste e visite per punto vendita: oltre al costo per GRP misuriamo il costo per contatto generato. Quando la copertura satura, spostiamo la pressione su un altro mezzo.

Efficienza dell’acquisto
Costo ÷ GRP
Costo per GRP: quanto costa la pressione.
Efficienza commerciale
Costo ÷ risposte tracciate
Costo per contatto: quanto costa il risultato.
Modulo 03 Acquisizione & Visibilità Audit del posizionamento, infrastruttura di conversione, campagne Ads e SEO misurate sulla pipeline.

09Domande frequenti

Domande frequenti sul GRP

Le domande che arrivano più spesso su GRP, GRPs e TRP, con risposte brevi.

Cosa significa GRP (o GRPs) in pubblicità?

GRP sta per Gross Rating Point, al plurale GRPs. È l’unità che misura la pressione pubblicitaria lorda di una campagna: ogni GRP corrisponde a contatti pari all'1% del pubblico di riferimento. Si usa per pianificare e confrontare campagne su TV, radio e affissioni e, con alcuni accorgimenti, anche sul digitale.

Come si calcola il GRP?

Si moltiplica la copertura percentuale (reach) per la frequenza media: GRP = copertura % × frequenza media. In alternativa si dividono i contatti lordi per l’universo di riferimento e si moltiplica per 100, oppure si sommano i rating dei singoli passaggi. Esempio: il 60% di copertura con frequenza media 3 dà 180 GRP.

Che differenza c’è tra GRP e TRP?

Il GRP si calcola sull’intero universo, per esempio tutta la popolazione adulta; il TRP (Target Rating Point) solo sul target della campagna. Il rapporto TRP ÷ GRP × 100 è l’indice di affinità: sopra 100 il piano colpisce il target più della media.

Il GRP può superare 100?

Sì. Il GRP conta i contatti lordi, quindi anche le esposizioni ripetute alla stessa persona: 250 GRP significano, in media, 2,5 contatti per ogni persona dell’universo. La copertura invece non può superare il 100%, perché conta ogni persona una volta sola.

Quanti GRP servono per una campagna?

Non esiste una soglia valida per tutti. Il numero di GRP si ricava dagli obiettivi: quanta parte del target raggiungere, quante volte, in quanto tempo e con quali mezzi. Si fissano copertura e frequenza obiettivo, si traducono in GRP per settimana e a fine campagna si verifica la curva di copertura effettivamente raggiunta.

10Voci correlate

Per leggere un piano media

Le voci del glossario che completano il GRP: copertura, costi, unità del digitale e misura del pubblico.

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