In sintesi
- 1 GRP equivale a contatti pari all'1% dell’universo di riferimento.
- GRP = copertura % × frequenza media: per questo può superare 100.
- Il TRP è lo stesso calcolo fatto solo sul target della campagna.
- Va letto con copertura e frequenza: lo stesso GRP descrive piani diversi.
GRP: significato e che cosa misura
Il GRP (dall’inglese Gross Rating Point, al plurale GRPs) è la misura standard della pressione pubblicitaria di una campagna: indica quanti contatti lordi genera un piano media, espressi in percentuale del pubblico che si vuole raggiungere, cioè l’universo di riferimento.
Il punto di partenza è il rating point: un punto di rating corrisponde all’1% dell’universo esposto a un mezzo, a un programma o a una fascia oraria. Sommando i rating di tutti i passaggi di una campagna si ottengono i GRP del piano.
Tre caratteristiche vanno tenute presenti:
- È una misura lorda. Conta i contatti, non le persone: chi vede lo spot tre volte vale tre contatti. Per questo i GRP possono superare 100, mentre la copertura non può superare il 100%.
- Misura l’opportunità di vedere, non l’attenzione. Nel linguaggio dei pianificatori si parla di OTS (opportunity to see): l’esposizione potenziale al messaggio, non il ricordo né l’effetto sulle vendite.
- Dipende dall’universo scelto. Lo stesso piano vale GRP diversi se calcolato su tutta la popolazione o su un target specifico: in quel caso si parla di TRP.
Nato nella pianificazione televisiva, il GRP si usa oggi per TV, radio e affissioni (OOH e DOOH) e, con alcuni accorgimenti, anche per il video online e la TV connessa.
Come si calcola il GRP: formula ed esempio
Le formule sono tre e danno lo stesso risultato. Si sceglie quella adatta ai dati disponibili.
GRP = Copertura % × Frequenza media
La forma usata per impostare un piano.
GRP = Contatti lordi ÷ Universo × 100
Dai dati di audience della campagna.
GRP = somma dei rating dei passaggi
Uscita per uscita, come in un palinsesto.
Esempio. Una campagna radio regionale ha come universo 2.000.000 di adulti. Il piano raggiunge almeno una volta 1.200.000 persone e genera in tutto 3.600.000 contatti lordi.
Foglio di calcoloRadio regionale · universo adulti
- Universo
- 2.000.000
- Persone raggiunte almeno una volta
- 1.200.000
- Contatti lordi
- 3.600.000
- Copertura
- 1.200.000 ÷ 2.000.000 = 60%
- Frequenza media
- 3.600.000 ÷ 1.200.000 = 3,0
- GRP
- 60 × 3,0 = 180
Verifica con la formula B: 3.600.000 ÷ 2.000.000 × 100 = 180 GRP. Con la formula C, per esempio, 12 passaggi con un rating medio di 15 danno ancora 180 GRP.
Nella pratica le formule si usano anche al contrario:
- Frequenza media = GRP ÷ copertura %. Un piano da 300 GRP che raggiunge il 75% del pubblico espone ciascuna persona raggiunta 4 volte, in media.
- Copertura % = GRP ÷ frequenza media. Utile per stimare quante persone si raggiungono con una pressione data.
- Costo per GRP = costo del piano ÷ GRP. Per esempio 27.000 € ÷ 180 GRP = 150 € per GRP: è un valore aritmetico di esempio, non una tariffa di mercato. Il costo per GRP serve a confrontare l’efficienza di mezzi, emittenti e fasce orarie a parità di pubblico.
In televisione i GRP si confrontano a parità di durata dello spot: per questo nella compravendita vengono spesso riportati a un formato di riferimento, di norma 30 secondi.
GRP, TRP e reach: le differenze
Il GRP fa parte di una famiglia di indicatori che si usano insieme. Confonderli è l’errore più comune nella lettura di un piano media.
| Indicatore | Che cosa misura | Come si calcola | Supera 100? |
|---|---|---|---|
| Rating point | Quota dell’universo esposta a un singolo passaggio o programma | Pubblico del passaggio ÷ universo × 100 | No |
| Reach (copertura netta) | Persone diverse raggiunte almeno una volta | Persone raggiunte ÷ universo × 100 | No |
| Frequenza media (OTS) | Quante volte, in media, è esposto chi è stato raggiunto | Contatti lordi ÷ persone raggiunte | È un numero di volte |
| GRP | Pressione lorda sull’intero universo | Copertura % × frequenza media | Sì |
| TRP | Pressione lorda sul solo target della campagna | Copertura % sul target × frequenza sul target | Sì |
| Impression | Singola visualizzazione di un annuncio digitale | Conteggio, non percentuale | È un conteggio |
| Share | Quota di ascolto sul pubblico presente in quel momento | Pubblico del programma ÷ pubblico totale del momento × 100 | No |
Il TRP (Target Rating Point) è un GRP calcolato solo sul target della campagna, per esempio “donne 25–54 anni” o “titolari di impresa”, invece che su tutta la popolazione. È l’indicatore più utile quando il prodotto si rivolge a un pubblico preciso. Dal confronto tra i due si ricava l’indice di affinità: TRP ÷ GRP × 100. Se un piano vale 180 GRP sulla popolazione adulta e 220 TRP sul target, l’affinità è 122: il piano colpisce il target più della media.
Reach e GRP non sono sinonimi. La reach conta le persone, il GRP conta i contatti. Il legame tra le due grandezze è la frequenza: GRP = reach × frequenza media.
Come si usa il GRP nella pianificazione media
Nel media planning il GRP è la grandezza che traduce gli obiettivi di comunicazione in quantità da acquistare. Il percorso tipico è questo:
- Definire target e universo. Chi deve vedere il messaggio e in quale area: tutta Italia, una regione, i bacini dei punti vendita.
- Fissare copertura e frequenza obiettivo. Quante persone del target raggiungere e quante volte. Molti pianificatori ragionano in copertura efficace, cioè la quota di target esposta almeno un certo numero di volte (per esempio “reach 3+”).
- Tradurre gli obiettivi in GRP, per settimana e per l’intero periodo di campagna (flight).
- Scegliere mezzi, emittenti e fasce orarie in base all’affinità con il target e al costo per GRP.
- Distribuire la pressione nel tempo: in continuità, a ondate (flighting, periodi attivi alternati a pause) o con una base continua e dei picchi (pulsing).
- Verificare a consuntivo i GRP erogati rispetto a quelli acquistati e la curva di copertura raggiunta.
- Collegare la pressione ai risultati: richieste, visite, vendite. È il passaggio che il GRP, da solo, non copre.
Esempio: quattro settimane di radio locale
| Settimana | GRP della settimana | GRP cumulati | Copertura cumulata | Frequenza media |
|---|---|---|---|---|
| Settimana 1 | 80 | 80 | 40% | 2,0 |
| Settimana 2 | 80 | 160 | 55% | 2,9 |
| Settimana 3 | 80 | 240 | 63% | 3,8 |
| Settimana 4 | 80 | 320 | 68% | 4,7 |
Esempio illustrativo: valori costruiti per mostrare la relazione tra GRP, copertura e frequenza (frequenza = GRP cumulati ÷ copertura). Non sono dati di una campagna reale.
I GRP crescono in modo lineare, la copertura no. Dopo le prime settimane il piano raggiunge sempre più spesso le stesse persone e i GRP aggiuntivi si trasformano soprattutto in frequenza: è la saturazione della curva di copertura. Oltre una certa soglia conviene cambiare mezzo o fascia oraria invece di comprare altri GRP sullo stesso.
I limiti del GRP
Il GRP è indispensabile per pianificare, ma da solo racconta solo una parte della campagna.
- Lo stesso GRP descrive piani molto diversi. 300 GRP possono essere il 75% del pubblico raggiunto 4 volte oppure il 30% raggiunto 10 volte: lo mostra lo schema più sotto. Il GRP va sempre letto insieme a copertura e frequenza.
- Misura l’esposizione potenziale, non l’attenzione. Uno spot trasmesso non è uno spot guardato, e il GRP non dice nulla su ricordo, gradimento o qualità della creatività.
- È lordo. Somma i contatti ripetuti: senza la curva di copertura non si sa quante persone diverse sono state raggiunte.
- Il confronto tra mezzi è imperfetto. TV, radio, affissioni e digitale sono misurati con metodologie diverse: sommare i GRP di mezzi diversi richiede cautela e, quando possibile, una deduplicazione.
- Non misura i risultati di business. Il GRP descrive ciò che si mette nella campagna, non ciò che ne esce. Per sapere se la pressione ha prodotto contatti e vendite servono risposte tracciate.
Il GRP nel digitale e nella TV connessa
Nel digitale l’unità di base è l’impression, non il rating. Per esprimere una campagna online in GRP, e confrontarla o sommarla con la TV, servono tre condizioni:
- Impression sul target. Si contano solo le esposizioni che raggiungono il pubblico obiettivo, non il totale erogato.
- Copertura deduplicata. Si stimano le persone uniche raggiunte, al netto dei diversi dispositivi e browser della stessa persona.
- Impression visibili e valide. Si considerano solo gli annunci che rispettano gli standard di visibilità (per il display almeno il 50% dei pixel visibile per un secondo, per il video per due secondi consecutivi) e si esclude il traffico non valido.
A quel punto vale la stessa logica: GRP digitali = impression valide sul target ÷ universo × 100. Le piattaforme pubblicitarie, come Google Ads per YouTube e Meta Ads, riportano copertura e frequenza delle campagne: sono le stesse grandezze del GRP, misurate però dalla piattaforma sui propri utenti.
TV connessa (CTV). Sulla TV connessa lo spot passa sullo schermo di casa ma si compra e si misura come il digitale: a impression, spesso con un targeting per area o per profilo. Nei piani integrati si usa per aggiungere copertura su chi guarda poco la TV lineare, e la misura comune resta la coppia copertura-frequenza. In Italia Auditel rileva anche la fruizione dei contenuti televisivi sui dispositivi connessi: è la Total Audience.
Affissioni e DOOH. Per l’esterna i GRP si stimano dal pubblico potenziale dei singoli impianti, a partire dai flussi di persone e veicoli. Sugli schermi digitali (DOOH) si aggiunge l’acquisto a passaggi o a impression, che avvicina l’affissione alla logica del digitale.