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Glossario · Lettera P · Web e UX

Pop-up

Definizione in breve

Il pop-up è una finestra che compare sopra il contenuto di una pagina web o di un’app, aperta da una condizione predefinita: l’arrivo sul sito, il tempo di permanenza, lo scorrimento, il tentativo di uscire. Propone un’azione, iscrizione, sconto, avviso, e si chiude con un clic. Usato male interrompe la lettura e viene penalizzato su mobile.

  • Anche detto
  • Popup
  • Finestra a comparsa
  • Overlay
Voci nel tema
109
Web e UX
Lettera
P
Indice A–Z
Si usa in
Web e UX
Dove serve nel lavoro
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In questa pagina 8 sezioni
  1. 01 Che cosa significa Pop-up
  2. 02 I cinque tipi di pop-up
  3. 03 Quando i pop-up funzionano e quando danneggiano
  4. 04 Come si misura un pop-up
  5. 05 Pop-up e messaggi comportamentali
  6. 06 Come lo applichiamo noi
  7. 07 Domande frequenti
  8. 08 Voci correlate

In sintesi

  • Il pop-up è una finestra che compare sopra la pagina, attivata da una condizione: ingresso, tempo, scorrimento, uscita.
  • Serve a proporre un’azione (iscrizione, sconto, avviso) e si chiude con un clic; esistono cinque tipi principali.
  • Su mobile i pop-up invasivi sono penalizzati da Google e dai visitatori: si misurano su conversioni e abbandoni.

Che cosa significa Pop-up

Un pop-up è una finestra che compare sopra il contenuto di una pagina web o di un’app, senza che l’utente l’abbia aperta. Il nome viene da to pop up, saltare fuori. Si attiva quando si verifica una condizione decisa da chi gestisce il sito e propone un’azione: iscriversi a una newsletter, usare uno sconto, leggere un avviso, chiedere aiuto. Si chiude con un clic sulla X o fuori dalla finestra.

Il pop-up appartiene al sito che lo mostra: in questo si distingue dal banner, che è pubblicità di un inserzionista esterno inserita nello spazio della pagina. I vecchi pop-up pubblicitari che aprivano nuove finestre del browser sono oggi bloccati dai browser stessi.

I cinque tipi di pop-up

  1. Di entrata: compare appena si arriva sul sito. Il più invasivo: interrompe prima che la persona abbia visto qualcosa.
  2. A tempo: si apre dopo alcuni secondi di permanenza, quando il visitatore ha letto abbastanza per essere interessato.
  3. Allo scorrimento: si attiva quando si raggiunge un punto della pagina, per esempio la fine di un articolo.
  4. Al clic: si apre quando l’utente agisce, per esempio su un pulsante «Scarica la guida». È il meno fastidioso, perché richiesto.
  5. Di uscita: rileva il movimento del mouse verso la chiusura e propone un’ultima cosa, come uno sconto o il salvataggio del carrello. Funziona solo su desktop.

Quando i pop-up funzionano e quando danneggiano

Un pop-up rende quando propone qualcosa di utile al momento giusto: il codice sconto a chi sta per lasciare il carrello, la guida a chi ha letto l’articolo fino in fondo, la chat a chi è fermo da un minuto sulla pagina dei prezzi. Danneggia quando copre il contenuto all’arrivo, quando non si capisce come chiuderlo, quando ricompare a ogni pagina.

Su mobile Google penalizza gli interstitial invasivi: i pop-up che coprono il contenuto principale appena si arriva dalla ricerca. Sono ammessi i banner piccoli, gli avvisi obbligatori (cookie, verifica dell’età) e i pop-up che seguono un’azione dell’utente.

Come si misura un pop-up

Due numeri: il tasso di conversione (quante persone fanno l’azione proposta) e il tasso di abbandono di chi lo vede (quante lasciano il sito dopo). Un pop-up con molte iscrizioni e molti abbandoni può costare più di quanto rende. Si prova con e senza, sullo stesso traffico, e si decide con i dati.

Pop-up e messaggi comportamentali

I pop-up attivati da ciò che l’utente fa (tempo, scorrimento, pagina visitata) sono una forma di messaggi comportamentali: la stessa logica dei trigger del marketing automation, applicata alla pagina. Nella realizzazione di un sito web i pop-up si progettano con la pagina, non si aggiungono dopo con un plugin: devono avere una call to action chiara, un modo evidente per chiudersi e un motivo per esistere.

06Come lo applichiamo noi

Un sito è un’infrastruttura: deve essere veloce, accessibile e collegata

Nei nostri progetti il sito nasce già connesso al CRM e ai sistemi aziendali, conforme agli standard W3C, e si misura sulle richieste che genera.

  1. 01

    La velocità si tratta come un requisito, non come un extra

    Pagine leggere, immagini giuste, nessuna libreria inutile: la prestazione si verifica a ogni rilascio, non una volta al lancio.

  2. 02

    Ogni modulo finisce in una pipeline

    Un modulo che invia solo una email è un contatto che si perde. I dati arrivano nel CRM, con la provenienza e un responsabile.

  3. 03

    L’accessibilità allarga il pubblico

    Contrasti, tastiera, testi alternativi: un sito accessibile è usabile da più persone e viene letto meglio anche dai motori.

Tema Web e UX · 109 voci

07Domande frequenti

Domande su Pop-up

Che cosa sono i pop-up e perché compaiono?

Sono finestre che si aprono sopra il contenuto di una pagina, decise da chi gestisce il sito e attivate da una condizione: appena si entra, dopo un certo tempo, quando si scorre fino a un punto, quando il mouse si muove verso la chiusura. Propongono un’azione, come iscriversi, usare un codice sconto, leggere un avviso. I pop-up pubblicitari che si aprono in nuove finestre sono invece bloccati dai browser moderni.

Come si scrive: pop-up, pop up o popup?

In inglese la forma corretta è pop-up con il trattino, da «to pop up», saltare fuori. In italiano si trovano tutte e tre le grafie; popup senza trattino è diffusa nel linguaggio tecnico e nei nomi dei plugin. Nei testi di un sito conviene sceglierne una e mantenerla.

I pop-up danneggiano il posizionamento su Google?

Su mobile sì, se coprono il contenuto principale appena si arriva dalla ricerca: Google penalizza gli interstitial invasivi. Sono ammessi i banner piccoli che occupano poco schermo, gli avvisi legali (cookie, età) e i pop-up che compaiono dopo un’azione dell’utente. La regola pratica: mai sopra il contenuto all’apertura, mai senza un modo evidente per chiuderli.

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