Glossario · Lettera V · Social media
Virale
Definizione in breve
Virale è un contenuto che si diffonde in modo rapido ed esponenziale perché le persone lo condividono spontaneamente, da una all’altra, come fa un virus: un video, un post, un’immagine, una frase che in poche ore raggiungono un pubblico molto più ampio di quello iniziale. Nel marketing la viralità è un effetto che si può favorire ma non garantire.
- Anche detto
- Viralità
- Contenuto virale
- Marketing virale
- Voci nel tema
- 34
- Social media
- Lettera
- V
- Indice A–Z
- Si usa in
- Social media
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In sintesi
- Virale è un contenuto che si diffonde da persona a persona in modo rapido ed esponenziale, come un virus.
- La viralità dipende dalla condivisione spontanea: emozione, utilità, identificazione, novità.
- Si può favorire, non garantire; per un’azienda conta che chi arriva dal contenuto virale trovi qualcosa da fare.
Che cosa significa Virale
Virale è un contenuto che si diffonde in modo rapido ed esponenziale perché le persone lo condividono spontaneamente, l’una con l’altra, come si trasmette un virus. Un video, un post, un’immagine, una frase: parte da un pubblico piccolo e in poche ore raggiunge milioni di persone senza che nessuno paghi per diffonderlo. Spesso esce dal web: lo riprendono radio, televisione, giornali, conversazioni.
Il termine viene dalla medicina e descrive il meccanismo: ogni persona che vede il contenuto lo passa ad altre, che lo passano ad altre ancora. La viralità è questa crescita a catena.
Perché un contenuto diventa virale
Le ricerche sulla condivisione indicano alcuni fattori ricorrenti:
- Emozione forte: stupore, risate, indignazione, commozione. I contenuti neutri non si condividono.
- Utilità pratica: istruzioni, trucchi, informazioni che fanno fare bella figura a chi le passa.
- Identificazione: «è proprio così», «sono io». La condivisione dice qualcosa di chi condivide.
- Novità e sorpresa: qualcosa che non si è ancora visto.
- Formato: breve, visivo, comprensibile senza audio e senza contesto.
- Momento: legato a un evento, a una tendenza, a una conversazione in corso.
- Amplificazione: la ripresa da parte di account con molto seguito o di una testata accende la catena.
Nessun fattore basta da solo. Molti contenuti costruiti «per diventare virali» non lo diventano; molti contenuti virali non erano stati pensati per esserlo.
Virale, trending topic, buzz, passaparola
- Un contenuto virale è un singolo oggetto condiviso moltissimo.
- Un trending topic è un argomento di cui parlano molti post diversi in un momento preciso.
- Il buzz è il chiacchiericcio intorno a un marchio o a un prodotto, che il buzz marketing cerca di provocare.
- Il passaparola è il meccanismo di fondo, online e offline: una persona ne parla a un’altra.
Il marketing virale: che cosa aspettarsi
Un contenuto virale porta notorietà improvvisa e molto traffico in poco tempo. Raramente porta clienti, perché chi condivide un video divertente non sta cercando un fornitore. Per un’azienda il valore c’è a due condizioni: il contenuto è legato a ciò che l’azienda vende, e chi arriva trova subito qualcosa da fare, una pagina, un’offerta, un modo per restare in contatto.
Nel social media marketing per aziende la viralità è un effetto possibile, non un obiettivo: si costruiscono contenuti utili e riconoscibili che vengono condivisi un po’ alla volta, si misura che cosa funziona e si investe su quello. La scommessa sul colpo virale, da sola, è un piano senza misura.
Il lato negativo della viralità
La stessa catena diffonde un errore, una polemica, una crisi: un contenuto negativo su un’azienda diventa virale con gli stessi meccanismi. Per questo il monitoraggio di che cosa si dice del marchio e un piano per rispondere in fretta fanno parte di ogni attività sui social, anche per chi non cerca la viralità.
06Come lo applichiamo noi
Il social serve a far partire conversazioni che si possono seguire
Per noi il presidio social ha un compito dichiarato: far arrivare messaggi e richieste in un posto dove qualcuno risponde e resta traccia.
- 01
Pochi canali, scelti su dove sta il cliente
Meglio due canali presidiati che cinque aggiornati a vuoto: la scelta si fa sul pubblico, non sulla moda della piattaforma.
- 02
Il piano editoriale ha un obiettivo per contenuto
Farsi conoscere, spiegare, far chiedere: ogni contenuto sa quale dei tre compiti ha, e si valuta su quello.
- 03
I messaggi finiscono nel CRM
Commenti e messaggi diretti diventano contatti con uno stato: non restano in una casella che nessuno controlla il lunedì.
07Domande frequenti
Domande su Virale
Che cosa significa virale, tradotto dal linguaggio del web?
Il termine viene dalla medicina: un virus si trasmette da una persona all’altra e si moltiplica. Un contenuto virale fa lo stesso: ogni persona che lo vede lo passa ad altre, che lo passano ad altre ancora, e in poco tempo raggiunge milioni di persone senza che nessuno paghi per diffonderlo. «Diventare virale» significa ottenere questa diffusione.
Perché un contenuto diventa virale?
Perché provoca una reazione forte che spinge a condividere: emozione (stupore, risate, indignazione, commozione), utilità pratica, identificazione («sono proprio io»), novità, appartenenza a un gruppo. Aiutano il formato breve e visivo, il momento giusto, la ripresa da parte di persone con molto seguito. Nessuno di questi elementi basta da solo, e nessuno lo garantisce.
Il marketing virale funziona per un’azienda?
Può portare notorietà improvvisa, ma raramente clienti: chi condivide un video divertente non sta cercando un fornitore. Funziona quando il contenuto è legato a ciò che l’azienda vende e chi arriva trova subito qualcosa da fare: una pagina, un’offerta, un modulo. Puntare tutto sulla viralità è una scommessa; costruire contenuti utili che vengono condivisi un po’ alla volta è un metodo.
08Voci correlate
Per capire Virale nel suo contesto
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