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Glossario · Lettera V · Social media

Virale

Definizione in breve

Virale è un contenuto che si diffonde in modo rapido ed esponenziale perché le persone lo condividono spontaneamente, da una all’altra, come fa un virus: un video, un post, un’immagine, una frase che in poche ore raggiungono un pubblico molto più ampio di quello iniziale. Nel marketing la viralità è un effetto che si può favorire ma non garantire.

  • Anche detto
  • Viralità
  • Contenuto virale
  • Marketing virale
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34
Social media
Lettera
V
Indice A–Z
Si usa in
Social media
Dove serve nel lavoro
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In questa pagina 8 sezioni
  1. 01 Che cosa significa Virale
  2. 02 Perché un contenuto diventa virale
  3. 03 Virale, trending topic, buzz, passaparola
  4. 04 Il marketing virale: che cosa aspettarsi
  5. 05 Il lato negativo della viralità
  6. 06 Come lo applichiamo noi
  7. 07 Domande frequenti
  8. 08 Voci correlate

In sintesi

  • Virale è un contenuto che si diffonde da persona a persona in modo rapido ed esponenziale, come un virus.
  • La viralità dipende dalla condivisione spontanea: emozione, utilità, identificazione, novità.
  • Si può favorire, non garantire; per un’azienda conta che chi arriva dal contenuto virale trovi qualcosa da fare.

Che cosa significa Virale

Virale è un contenuto che si diffonde in modo rapido ed esponenziale perché le persone lo condividono spontaneamente, l’una con l’altra, come si trasmette un virus. Un video, un post, un’immagine, una frase: parte da un pubblico piccolo e in poche ore raggiunge milioni di persone senza che nessuno paghi per diffonderlo. Spesso esce dal web: lo riprendono radio, televisione, giornali, conversazioni.

Il termine viene dalla medicina e descrive il meccanismo: ogni persona che vede il contenuto lo passa ad altre, che lo passano ad altre ancora. La viralità è questa crescita a catena.

Perché un contenuto diventa virale

Le ricerche sulla condivisione indicano alcuni fattori ricorrenti:

  1. Emozione forte: stupore, risate, indignazione, commozione. I contenuti neutri non si condividono.
  2. Utilità pratica: istruzioni, trucchi, informazioni che fanno fare bella figura a chi le passa.
  3. Identificazione: «è proprio così», «sono io». La condivisione dice qualcosa di chi condivide.
  4. Novità e sorpresa: qualcosa che non si è ancora visto.
  5. Formato: breve, visivo, comprensibile senza audio e senza contesto.
  6. Momento: legato a un evento, a una tendenza, a una conversazione in corso.
  7. Amplificazione: la ripresa da parte di account con molto seguito o di una testata accende la catena.

Nessun fattore basta da solo. Molti contenuti costruiti «per diventare virali» non lo diventano; molti contenuti virali non erano stati pensati per esserlo.

  • Un contenuto virale è un singolo oggetto condiviso moltissimo.
  • Un trending topic è un argomento di cui parlano molti post diversi in un momento preciso.
  • Il buzz è il chiacchiericcio intorno a un marchio o a un prodotto, che il buzz marketing cerca di provocare.
  • Il passaparola è il meccanismo di fondo, online e offline: una persona ne parla a un’altra.

Il marketing virale: che cosa aspettarsi

Un contenuto virale porta notorietà improvvisa e molto traffico in poco tempo. Raramente porta clienti, perché chi condivide un video divertente non sta cercando un fornitore. Per un’azienda il valore c’è a due condizioni: il contenuto è legato a ciò che l’azienda vende, e chi arriva trova subito qualcosa da fare, una pagina, un’offerta, un modo per restare in contatto.

Nel social media marketing per aziende la viralità è un effetto possibile, non un obiettivo: si costruiscono contenuti utili e riconoscibili che vengono condivisi un po’ alla volta, si misura che cosa funziona e si investe su quello. La scommessa sul colpo virale, da sola, è un piano senza misura.

Il lato negativo della viralità

La stessa catena diffonde un errore, una polemica, una crisi: un contenuto negativo su un’azienda diventa virale con gli stessi meccanismi. Per questo il monitoraggio di che cosa si dice del marchio e un piano per rispondere in fretta fanno parte di ogni attività sui social, anche per chi non cerca la viralità.

06Come lo applichiamo noi

Il social serve a far partire conversazioni che si possono seguire

Per noi il presidio social ha un compito dichiarato: far arrivare messaggi e richieste in un posto dove qualcuno risponde e resta traccia.

  1. 01

    Pochi canali, scelti su dove sta il cliente

    Meglio due canali presidiati che cinque aggiornati a vuoto: la scelta si fa sul pubblico, non sulla moda della piattaforma.

  2. 02

    Il piano editoriale ha un obiettivo per contenuto

    Farsi conoscere, spiegare, far chiedere: ogni contenuto sa quale dei tre compiti ha, e si valuta su quello.

  3. 03

    I messaggi finiscono nel CRM

    Commenti e messaggi diretti diventano contatti con uno stato: non restano in una casella che nessuno controlla il lunedì.

Tema Social media · 34 voci

07Domande frequenti

Domande su Virale

Che cosa significa virale, tradotto dal linguaggio del web?

Il termine viene dalla medicina: un virus si trasmette da una persona all’altra e si moltiplica. Un contenuto virale fa lo stesso: ogni persona che lo vede lo passa ad altre, che lo passano ad altre ancora, e in poco tempo raggiunge milioni di persone senza che nessuno paghi per diffonderlo. «Diventare virale» significa ottenere questa diffusione.

Perché un contenuto diventa virale?

Perché provoca una reazione forte che spinge a condividere: emozione (stupore, risate, indignazione, commozione), utilità pratica, identificazione («sono proprio io»), novità, appartenenza a un gruppo. Aiutano il formato breve e visivo, il momento giusto, la ripresa da parte di persone con molto seguito. Nessuno di questi elementi basta da solo, e nessuno lo garantisce.

Il marketing virale funziona per un’azienda?

Può portare notorietà improvvisa, ma raramente clienti: chi condivide un video divertente non sta cercando un fornitore. Funziona quando il contenuto è legato a ciò che l’azienda vende e chi arriva trova subito qualcosa da fare: una pagina, un’offerta, un modulo. Puntare tutto sulla viralità è una scommessa; costruire contenuti utili che vengono condivisi un po’ alla volta è un metodo.

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