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Glossario · Lettera U · Social media

UGC (User-Generated Content)

Definizione in breve

UGC, User-Generated Content, sono i contenuti creati dagli utenti e non dal marchio: foto, video, recensioni, commenti, post e testimonianze in cui clienti e persone comuni mostrano o raccontano un prodotto. Valgono perché appaiono più credibili della comunicazione aziendale; i marchi li raccolgono, li ripubblicano con il consenso dell’autore e, nel marketing, li commissionano a creator dichiarandone la natura.

  • Anche detto
  • User-Generated Content
  • Contenuti generati dagli utenti
  • Contenuti degli utenti
Voci nel tema
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Social media
Lettera
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Indice A–Z
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Social media
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In questa pagina 9 sezioni
  1. 01 Che cosa significa UGC (User-Generated Content)
  2. 02 Perché gli UGC funzionano
  3. 03 Tipi di UGC
  4. 04 Come si raccolgono e si usano
  5. 05 UGC creator: quando l’UGC è pubblicità
  6. 06 UGC, influencer marketing, testimonial
  7. 07 Come lo applichiamo noi
  8. 08 Domande frequenti
  9. 09 Voci correlate

In sintesi

  • UGC significa User-Generated Content: contenuti creati dagli utenti, non dal marchio.
  • Valgono perché sembrano più credibili della pubblicità: una foto di un cliente pesa più di uno scatto di studio.
  • Si ripubblicano con il consenso dell’autore; se sono pagati a un creator vanno dichiarati come pubblicità.

Che cosa significa UGC (User-Generated Content)

UGC è la sigla di User-Generated Content, «contenuti generati dagli utenti»: foto, video, recensioni, commenti, post, risposte e testimonianze creati dalle persone, non dal marchio. Un cliente che fotografa il prodotto appena arrivato, una recensione su Google, un video in cui qualcuno mostra come usa un attrezzo, un commento sotto un post: sono tutti UGC.

Il valore sta nella credibilità: una persona comune non ha interesse a esagerare, e il suo contenuto mostra il prodotto nella vita reale, non in uno studio fotografico.

Perché gli UGC funzionano

  1. Fiducia: le persone si fidano di altre persone più che delle aziende. Una recensione pesa più di un claim.
  2. Realismo: la foto di un cliente, con la sua luce e il suo ambiente, mostra come il prodotto è davvero.
  3. Materiale: contenuti per i canali del marchio senza produrli, con il consenso dell’autore.
  4. Informazione: come i clienti usano il prodotto, che cosa apprezzano, che cosa non capiscono.
  5. Comunità: chi vede il proprio contenuto ripubblicato dal marchio si sente parte di qualcosa, e torna.

Tipi di UGC

  • Recensioni e valutazioni: su Google, sui marketplace, sul sito.
  • Foto e video con il prodotto, pubblicati sui social con o senza menzione del marchio.
  • Unboxing e prove d’uso: video in cui si apre e si prova il prodotto.
  • Commenti, domande e risposte: sotto i post e nelle schede prodotto.
  • Testimonianze: dichiarazioni di clienti raccolte e pubblicate dal marchio.
  • Contenuti da iniziative: concorsi, hashtag, sfide proposte dal marchio.

Come si raccolgono e si usano

Si chiede: un hashtag da usare, un invito nella confezione o nell’email dopo l’acquisto, un concorso con regole chiare. Si chiede il consenso prima di ripubblicare: il contenuto appartiene a chi lo ha creato, e la ripubblicazione senza permesso viola il diritto d’autore e, se c’è una persona riconoscibile, i suoi dati. Si cita l’autore. Non si modifica il contenuto per farlo sembrare migliore di com’è.

Nel social media marketing per aziende gli UGC sono il contenuto più efficace a parità di costo, a una condizione: che siano veri. Le recensioni si pubblicano tutte, positive e negative, con un criterio dichiarato; selezionare solo le positive è una pratica vietata dal Codice del Consumo.

UGC creator: quando l’UGC è pubblicità

Negli ultimi anni è nata la figura dell’UGC creator: un professionista pagato dal marchio per produrre contenuti con l’aspetto di quelli spontanei (una prova d’uso, un parere, un video «fatto in casa») destinati ai canali e alle campagne del marchio. È pubblicità: in Italia va dichiarata come tale, secondo le linee guida AGCOM e il Codice del Consumo. L’estetica spontanea non cambia la natura del contenuto.

UGC, influencer marketing, testimonial

  • L’UGC spontaneo lo crea un cliente per conto suo.
  • L’influencer marketing paga un creator con un pubblico proprio per raccomandare il prodotto ai suoi follower.
  • Il testimonial è una persona nota che rappresenta il marchio in una campagna.
  • L’UGC creator produce contenuti dall’aspetto spontaneo per i canali del marchio, a pagamento.

Le quattro forme hanno regole e costi diversi; quello che hanno in comune è che la credibilità dura finché la natura del contenuto è chiara.

07Come lo applichiamo noi

Il social serve a far partire conversazioni che si possono seguire

Per noi il presidio social ha un compito dichiarato: far arrivare messaggi e richieste in un posto dove qualcuno risponde e resta traccia.

  1. 01

    Pochi canali, scelti su dove sta il cliente

    Meglio due canali presidiati che cinque aggiornati a vuoto: la scelta si fa sul pubblico, non sulla moda della piattaforma.

  2. 02

    Il piano editoriale ha un obiettivo per contenuto

    Farsi conoscere, spiegare, far chiedere: ogni contenuto sa quale dei tre compiti ha, e si valuta su quello.

  3. 03

    I messaggi finiscono nel CRM

    Commenti e messaggi diretti diventano contatti con uno stato: non restano in una casella che nessuno controlla il lunedì.

Tema Social media · 34 voci

08Domande frequenti

Domande su UGC (User-Generated Content)

Che cosa significa UGC e come si traduce?

UGC è la sigla di User-Generated Content, «contenuti generati dagli utenti»: tutto ciò che le persone creano e pubblicano su un prodotto o un marchio senza essere l’azienda stessa. Recensioni, foto con il prodotto, video di unboxing, commenti, post, risposte a un sondaggio. In italiano si usa la sigla o «contenuti degli utenti».

Perché gli UGC funzionano nel marketing?

Perché le persone si fidano di altre persone più che dei marchi: una foto scattata da un cliente, con la sua luce e il suo salotto, convince più di uno scatto di studio, e una recensione pesa più di un claim. Gli UGC danno prova sociale, materiale per i canali del marchio e segnali su come i clienti usano davvero il prodotto. Sono anche gratuiti, finché non vengono commissionati.

Che differenza c’è fra UGC e UGC creator?

L’UGC in senso proprio è spontaneo: lo pubblica un cliente per conto suo. L’UGC creator è un professionista pagato dal marchio per produrre contenuti che hanno l’aspetto di quelli spontanei, per i canali e le campagne del marchio stesso. È pubblicità e in Italia va dichiarata come tale; presentarla come opinione spontanea è una pratica ingannevole.

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