Glossario · Lettera A · eCommerce e retail
AOV (Average Order Value)
Definizione in breve
L’AOV, Average Order Value, è il valore medio di un ordine: i ricavi di un periodo divisi per il numero di ordini ricevuti nello stesso periodo. Dice quanto spende in media un cliente ogni volta che compra ed è uno degli indicatori principali di un eCommerce, perché aumentarlo fa crescere il fatturato senza aumentare il traffico né la spesa pubblicitaria.
- Anche detto
- Average Order Value
- Valore medio dell’ordine
- Carrello medio
- Voci nel tema
- 28
- eCommerce e retail
- Lettera
- A
- Indice A–Z
- Si usa in
- eCommerce e retail
- Dove serve nel lavoro
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In sintesi
- AOV = ricavi del periodo ÷ numero di ordini: quanto spende in media un cliente per ordine.
- Aumentarlo fa crescere il fatturato con lo stesso traffico: bundle, soglie di spedizione gratuita, prodotti correlati.
- Si legge insieme a tasso di conversione, frequenza di riordino e margine: da solo può ingannare.
Che cosa significa AOV (Average Order Value)
L’AOV, Average Order Value, è il valore medio di un ordine: quanto spende in media un cliente ogni volta che compra. In italiano «carrello medio» o «scontrino medio». È uno degli indicatori principali di un eCommerce, perché agisce sul fatturato senza toccare il traffico: a parità di visite e di ordini, un AOV più alto significa più ricavi.
La formula dell’AOV
AOV = ricavi del periodo ÷ numero di ordini del periodo
Esempio: 50.000 euro di ricavi in un mese con 1.000 ordini danno un AOV di 50 euro. Di norma si calcola al netto di IVA e spese di spedizione, e si confronta nel tempo (mese su mese), per canale di provenienza (clienti da ricerca, da campagne, da email) e per tipo di cliente (nuovo, di ritorno).
Perché l’AOV conta
Un eCommerce ha tre leve per crescere: più visitatori, più visitatori che comprano (tasso di conversione), più spesa per ordine (AOV). Le prime due costano traffico e campagne; la terza lavora su chi ha già deciso di comprare, ed è spesso la più economica. Aumentare l’AOV del 10% con lo stesso numero di ordini aumenta i ricavi del 10% senza un euro in più di pubblicità.
Come si aumenta il valore medio dell’ordine
- Soglia di spedizione gratuita poco sopra l’AOV attuale: molti aggiungono un prodotto per raggiungerla.
- Bundle e kit: più prodotti insieme a un prezzo inferiore alla somma dei singoli.
- Cross-selling: prodotti correlati proposti nella scheda e nel carrello («chi ha comprato questo ha preso anche»).
- Upselling: la versione superiore o il formato più grande, proposti al momento giusto.
- Sconti a quantità: tre al prezzo di due, sconto dal secondo pezzo.
- Personalizzazione: proposte basate su ciò che il cliente ha comprato o guardato.
Ogni leva si prova su una parte del traffico e si misura sul margine, non solo sul valore: un bundle troppo scontato alza l’AOV e abbassa l’utile.
AOV e gli altri indicatori
| Indicatore | Che cosa dice | Da leggere con l’AOV perché |
|---|---|---|
| Tasso di conversione | Quanti visitatori comprano | Un AOV alto con pochi ordini può nascondere un carrello che scoraggia |
| Frequenza di riordino | Quante volte un cliente torna | Due ordini da 40 valgono più di uno da 60 |
| Margine per ordine | Quanto resta dopo i costi | L’AOV è un ricavo, non un utile |
| Customer lifetime value | Quanto vale un cliente nel tempo | È l’obiettivo finale; l’AOV ne è una componente |
Nel verticale eCommerce & D2C l’AOV si lavora insieme al riordino: l’analisi RFM segmenta i clienti per recenza, frequenza e valore, e i bundle si propongono a chi ha il profilo giusto, via email e WhatsApp, non a tutti.
Un errore comune
Inseguire l’AOV facendo salire la soglia di spedizione gratuita o i prezzi minimi può far perdere i clienti piccoli, che spesso sono quelli che riordinano più spesso. Il carrello medio sale, il numero di clienti scende, il valore nel tempo cala. Per questo l’AOV non è mai un obiettivo da solo: è un numero da leggere insieme agli altri.
07Come lo applichiamo noi
Il secondo acquisto vale più del primo
Nel verticale eCommerce & D2C del protocollo il lavoro si concentra sul ritorno del cliente: recupero dei carrelli, segmentazione e offerte costruite sullo storico.
- 01
Si recuperano i carrelli lasciati a metà
Messaggi in sequenza su email e WhatsApp Business, con tempi e contenuti decisi in anticipo e un’uscita chiara per chi non vuole.
- 02
I clienti si segmentano sullo storico reale
Frequenza, importo e ultimo acquisto separano chi va riattivato da chi va premiato: le offerte smettono di essere uguali per tutti.
- 03
Il dato della vendita torna alle campagne
Le campagne imparano dagli acquisti, non dai click: si investe sui prodotti e sui pubblici che generano margine.
08Domande frequenti
Domande su AOV (Average Order Value)
Che cos’è l’AOV e come si calcola?
L’Average Order Value è il valore medio di un ordine. Formula: ricavi totali di un periodo diviso il numero di ordini dello stesso periodo. Se in un mese un negozio online incassa 50.000 euro con 1.000 ordini, l’AOV è 50 euro. Si calcola di norma al netto di IVA e spedizioni, e si confronta nel tempo e per canale di provenienza.
Come si aumenta il valore medio dell’ordine?
Con una soglia di spedizione gratuita poco sopra l’AOV attuale, con bundle e kit che costano meno dei singoli pezzi, con prodotti correlati proposti nella scheda e nel carrello (cross-selling), con la versione superiore proposta al momento giusto (upselling), con sconti a quantità. Ogni intervento si prova e si misura: un bundle sbagliato abbassa il margine invece di alzare il valore.
L’AOV alto è sempre un buon segno?
No. Un AOV in crescita con meno ordini può significare che i clienti piccoli se ne sono andati; un AOV alto con margine basso non produce utile. Si legge insieme al tasso di conversione, alla frequenza con cui i clienti riordinano, al margine per ordine e al valore del cliente nel tempo (customer lifetime value). L’obiettivo è il margine per cliente, non il carrello medio in sé.
09Voci correlate
Per capire AOV (Average Order Value) nel suo contesto
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