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Glossario · Lettera A · eCommerce e retail

AOV (Average Order Value)

Definizione in breve

L’AOV, Average Order Value, è il valore medio di un ordine: i ricavi di un periodo divisi per il numero di ordini ricevuti nello stesso periodo. Dice quanto spende in media un cliente ogni volta che compra ed è uno degli indicatori principali di un eCommerce, perché aumentarlo fa crescere il fatturato senza aumentare il traffico né la spesa pubblicitaria.

  • Anche detto
  • Average Order Value
  • Valore medio dell’ordine
  • Carrello medio
Voci nel tema
28
eCommerce e retail
Lettera
A
Indice A–Z
Si usa in
eCommerce e retail
Dove serve nel lavoro
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In questa pagina 9 sezioni
  1. 01 Che cosa significa AOV (Average Order Value)
  2. 02 La formula dell’AOV
  3. 03 Perché l’AOV conta
  4. 04 Come si aumenta il valore medio dell’ordine
  5. 05 AOV e gli altri indicatori
  6. 06 Un errore comune
  7. 07 Come lo applichiamo noi
  8. 08 Domande frequenti
  9. 09 Voci correlate

In sintesi

  • AOV = ricavi del periodo ÷ numero di ordini: quanto spende in media un cliente per ordine.
  • Aumentarlo fa crescere il fatturato con lo stesso traffico: bundle, soglie di spedizione gratuita, prodotti correlati.
  • Si legge insieme a tasso di conversione, frequenza di riordino e margine: da solo può ingannare.

Che cosa significa AOV (Average Order Value)

L’AOV, Average Order Value, è il valore medio di un ordine: quanto spende in media un cliente ogni volta che compra. In italiano «carrello medio» o «scontrino medio». È uno degli indicatori principali di un eCommerce, perché agisce sul fatturato senza toccare il traffico: a parità di visite e di ordini, un AOV più alto significa più ricavi.

La formula dell’AOV

AOV = ricavi del periodo ÷ numero di ordini del periodo

Esempio: 50.000 euro di ricavi in un mese con 1.000 ordini danno un AOV di 50 euro. Di norma si calcola al netto di IVA e spese di spedizione, e si confronta nel tempo (mese su mese), per canale di provenienza (clienti da ricerca, da campagne, da email) e per tipo di cliente (nuovo, di ritorno).

Perché l’AOV conta

Un eCommerce ha tre leve per crescere: più visitatori, più visitatori che comprano (tasso di conversione), più spesa per ordine (AOV). Le prime due costano traffico e campagne; la terza lavora su chi ha già deciso di comprare, ed è spesso la più economica. Aumentare l’AOV del 10% con lo stesso numero di ordini aumenta i ricavi del 10% senza un euro in più di pubblicità.

Come si aumenta il valore medio dell’ordine

  1. Soglia di spedizione gratuita poco sopra l’AOV attuale: molti aggiungono un prodotto per raggiungerla.
  2. Bundle e kit: più prodotti insieme a un prezzo inferiore alla somma dei singoli.
  3. Cross-selling: prodotti correlati proposti nella scheda e nel carrello («chi ha comprato questo ha preso anche»).
  4. Upselling: la versione superiore o il formato più grande, proposti al momento giusto.
  5. Sconti a quantità: tre al prezzo di due, sconto dal secondo pezzo.
  6. Personalizzazione: proposte basate su ciò che il cliente ha comprato o guardato.

Ogni leva si prova su una parte del traffico e si misura sul margine, non solo sul valore: un bundle troppo scontato alza l’AOV e abbassa l’utile.

AOV e gli altri indicatori

Indicatore Che cosa dice Da leggere con l’AOV perché
Tasso di conversione Quanti visitatori comprano Un AOV alto con pochi ordini può nascondere un carrello che scoraggia
Frequenza di riordino Quante volte un cliente torna Due ordini da 40 valgono più di uno da 60
Margine per ordine Quanto resta dopo i costi L’AOV è un ricavo, non un utile
Customer lifetime value Quanto vale un cliente nel tempo È l’obiettivo finale; l’AOV ne è una componente

Nel verticale eCommerce & D2C l’AOV si lavora insieme al riordino: l’analisi RFM segmenta i clienti per recenza, frequenza e valore, e i bundle si propongono a chi ha il profilo giusto, via email e WhatsApp, non a tutti.

Un errore comune

Inseguire l’AOV facendo salire la soglia di spedizione gratuita o i prezzi minimi può far perdere i clienti piccoli, che spesso sono quelli che riordinano più spesso. Il carrello medio sale, il numero di clienti scende, il valore nel tempo cala. Per questo l’AOV non è mai un obiettivo da solo: è un numero da leggere insieme agli altri.

07Come lo applichiamo noi

Il secondo acquisto vale più del primo

Nel verticale eCommerce & D2C del protocollo il lavoro si concentra sul ritorno del cliente: recupero dei carrelli, segmentazione e offerte costruite sullo storico.

  1. 01

    Si recuperano i carrelli lasciati a metà

    Messaggi in sequenza su email e WhatsApp Business, con tempi e contenuti decisi in anticipo e un’uscita chiara per chi non vuole.

  2. 02

    I clienti si segmentano sullo storico reale

    Frequenza, importo e ultimo acquisto separano chi va riattivato da chi va premiato: le offerte smettono di essere uguali per tutti.

  3. 03

    Il dato della vendita torna alle campagne

    Le campagne imparano dagli acquisti, non dai click: si investe sui prodotti e sui pubblici che generano margine.

Tema eCommerce e retail · 28 voci

08Domande frequenti

Domande su AOV (Average Order Value)

Che cos’è l’AOV e come si calcola?

L’Average Order Value è il valore medio di un ordine. Formula: ricavi totali di un periodo diviso il numero di ordini dello stesso periodo. Se in un mese un negozio online incassa 50.000 euro con 1.000 ordini, l’AOV è 50 euro. Si calcola di norma al netto di IVA e spedizioni, e si confronta nel tempo e per canale di provenienza.

Come si aumenta il valore medio dell’ordine?

Con una soglia di spedizione gratuita poco sopra l’AOV attuale, con bundle e kit che costano meno dei singoli pezzi, con prodotti correlati proposti nella scheda e nel carrello (cross-selling), con la versione superiore proposta al momento giusto (upselling), con sconti a quantità. Ogni intervento si prova e si misura: un bundle sbagliato abbassa il margine invece di alzare il valore.

L’AOV alto è sempre un buon segno?

No. Un AOV in crescita con meno ordini può significare che i clienti piccoli se ne sono andati; un AOV alto con margine basso non produce utile. Si legge insieme al tasso di conversione, alla frequenza con cui i clienti riordinano, al margine per ordine e al valore del cliente nel tempo (customer lifetime value). L’obiettivo è il margine per cliente, non il carrello medio in sé.

Il verticale eCommerce & D2C

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