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Blog · Bandi Conclusi

Investimenti in pubblicità per professionisti e imprese.

In breve

Per lavoratori autonomi e imprese esiste il credito investimenti in pubblicità. Con questa agevolazione è possibile beneficiare del credito d’imposta al 90% max

Andrea Castellana 3 min di lettura
Categoria
Bandi Conclusi
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  1. 01 La pubblicità dei lavoratori autonomi e imprese anche sui siti on line fino al 31 dicembre 2017 può beneficiare del credito di imposta fino al 90%
  2. Credito investimenti pubblicità: cos’è
  3. Credito investimenti pubblicità: si attende il decreto attuativo

La pubblicità dei lavoratori autonomi e imprese anche sui siti on line fino al 31 dicembre 2017 può beneficiare del credito di imposta fino al 90%

Durante l’iter di conversione in legge della c.d. Manovra Correttiva (D.l. 50/2017) è stata introdotta un’agevolazione nei confronti delle imprese e dei lavoratori autonomi che effettuano investimenti in pubblicità.

Il decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2018 ha esteso il credito d’imposta anche alla stampa on-line, per gli investimenti effettuati a partire dal 24.06.2017 e fino al 31.12.2017.

Ecco un riepilogo dell’agevolazione.

Credito investimenti pubblicità: cos’è

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta, da usare solo in compensazione, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le micro imprese, PMI e startup innovative. Pertanto più alto è l’incremento, più alto sarà poi il credito d’imposta riconosciuto.

Per usufruire del beneficio è necessario effettuare un investimento in campagne pubblicitarie, effettuate tramite la stampa (periodica/quotidiana), emittenti televisive e radiofoniche locali, superiore di almeno l’1% di quello effettuato nell’anno precedente (si parla infatti di investimento incrementale).

Esempio

Supponendo di aver sostenuto, nell’anno “n”, spese per pubblicità per 10.000 Euro, è possibile usufruire del credito d’imposta se nell’anno “n+1” si sostengono spese almeno pari ad Euro 10.100 (con un incremento dunque di almeno l’1%).

Il beneficio decorre dal 2018, ma si segnala che in sede di esame del disegno di legge di conversione del D.l. 50/2017, il Governo aveva accolto la proposta del senatore Lai impegnandosi a chiarire che il credito d’imposta verrà assegnato nel 2018, per gli investimenti pubblicitari effettuati dal 24.06.2017 (data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.l. 50/2017).

Il decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2018 (D.l. 148/2017), sembra accogliere tale orientamento, in quanto estende l’ambito di applicazione dell’agevolazione anche agli investimenti pubblicitari sulla****stampa online (prima esclusa), effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dagli stessi soggetti sugli stessi mezzi di informazione, nel corrispondente periodo dell’anno 2016.

L’estensione al 2017 è però limitata alla stampa, e non comprende le emittenti televisive e radiofoniche locali.

Credito investimenti pubblicità: si attende il decreto attuativo

La norma richiede l’emanazione di un decreto attuativo, che doveva essere emanato entro il 22/10/2017 (entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra correttiva), per stabilire:

  • le modalità e i criteri di attuazione della disposizione;
  • gli investimenti che danno accesso al beneficio e i casi di esclusione;
  • le procedure di concessione del credito d’imposta;
  • la documentazione richiesta;
  • le regole sull’effettuazione dei controlli;
  • le modalità per assicurare il rispetto del limite di spesa.

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IN BREVE

  • Alcuni studi mostrano che gli utenti preferiscono le app mobile ai siti. Questo dato dovrebbe spingere le aziende a valutare la possibilità di creare una propria app mobile per raggiungere potenziali clienti.
  • Le app sono utili anche per monitorare e osservare l’engagement degli utenti ed usare questo dato per offrire consigli personalizzati e aggiornamenti. Inoltre possono identificare in tempo reale la posizione degli user e fornire contenuti geografici specifici.
  • Gli user mobile passano l’86% del loro tempo sulle app e solo il 14% sui siti mobile.

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